RISULTATI RICERCA

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Giovanni Maria Zonzini

Il rovesciamento del governo socialcomunista sammarinese (1948--1957)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Questo articolo analizza le dinamiche della Guerra fredda in Italia attraverso il caso di San Marino, dove un governo socialcomunista, democraticamente eletto nel 1945, fu rovesciato nel 1957 a seguito di sabotaggi economici, politici e diplomatici. Basato su una ricerca archivistica condotta negli Stati Uniti, in Italia e a San Marino, lo studio contestualizza l’intervento statunitense nel quadro delle strategie di contenimento anticomunista e di psychological warfare applicata in Italia.

Il saggio intende essere un primo contributo allo studio di un tema ancora poco noto nella storiografia italiana, ossia la riforma cimiteriale ottocentesca nelle province degli stati preunitari, approfondendo il caso della parte continentale del Regno delle Due Sicilie. A partire dalla documentazione scambiata tra gli organi centrali di governo e le amministrazioni provinciali, il saggio approfondisce le difficoltà nella realizzazione di una riforma per sua natura fortemente pervasiva e che investì le dinamiche politiche locali in ogni angolo del Regno. Ciò consente una proficua comparazione con altre realtà che nel corso del XIX secolo hanno fronteggiato il medesimo problema.

Alessandro Tripepi

Dietro le quinte del Giornale de’ Letterati di Roma. Il carteggio di Michelangelo Ricci

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Questo saggio intende indagare le strategie editoriali e le influenze culturali che hanno fatto da sfondo al primo periodo di pubblicazione del Giornale de’ letterati di Roma (16681674). Per ricostruire l’agenda di questa operazione editoriale si proverà ad osservarla attraverso il punto di vista offerto da uno dei suoi più importanti animatori, colui che ne detenne la regia in questa prima fase: l’intellettuale capitolino Michelangelo Ricci. Intrecciando il suo carteggio inedito con i contenuti delle prime sette annualità del Giornale, sarà possibile ricostruirne gli interessi culturali e seguire l’evoluzione dei suoi rapporti personali, valutare l’impatto delle sue scelte all’interno della redazione del periodico romano, ma soprattutto interrogarsi sul complesso rapporto che ancora nella seconda metà del XVII secolo esisteva tra cultura a stampa e manoscritta. Posto all’intersezione tra “spazio” pubblico e privato, infatti, il ruolo di Michelangelo Ricci all’interno del Giornale permette da un lato di ricostruire l’identità culturale dell’intellettuale capitolino, mentre dall’altro apre a importanti riflessioni legate al tema del farsi pubblico delle scritture private: concetto assai recentemente indagato dalla storiografia per il XVIII e XIX secolo, ma ancora sfuggente per ciò che riguarda l’età barocca e – più in generale – la circolazione di notizie e informazioni nel corso del XVII secolo.

Zeno Castelli

Le truppe stipendiarie di Venezia nella società di Traù (1420--1463)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

In questo saggio l’autore analizza la guarnigione di stipendiari posta da Venezia a custodia della città dalmata di Traù, partendo dall’idea che i soldati possano essere considerati una componente sociale caratteristica di una comunità dominata. Soffermandosi sul periodo che si estende dalla riconquista del 1420 fino alla soglia della guerra veneto turca (14631479), lo studio mostra diverse sfumature della vita del presidio. Inquadrate in una speciale cornice giuridicoeconomica, le truppe si approcciano al territorio e si integrano sfruttando pratiche differenti, adottate sulla base delle proprie necessità, del proprio status e della propria storia personale. Da ciò, emerge l’immagine di un distaccamento militare che nei fatti non è separato dalla società civile e che non rappresenta un mero strumento di difesa e occupazione, bensì un corpo ibrido connotato tanto da strutture di riferimento condivise quanto da sperequazioni interne.

Maria Bologna, Francesco Paolella

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Giorgio Pini, Carlo Gnetti

Infanzia rubata: storie di bambini in manicomio

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Questo studio offre una prospettiva storica sulla gestione della patologia neuropsichiatrica dei minori nella prima metà del Novecento e contribuisce a comprendere lo sviluppo delle politiche e delle pratiche curative e pedagogiche relative all’età evolutiva. La ricerca si focalizza sul manicomio di Maggiano, in provincia di Lucca, che nella prima metà del secolo scorso ospitò insieme agli adulti un numero significativo di bambini con “anomalie mentali”. Nel 1935 fu costruito un nuovo padiglione prospiciente al manicomio, appositamente progettato per i bambini fino a 15 anni di età e rimasto aperto fino al 1946. Dallo studio – che prende in esame gli anni dal 1931 al 1942, la classificazione delle malattie, la cura, i tempi di permanenza e la mortalità – risulta che la maggior parte dei ricoveri si basava su diagnosi di ritardo mentale, malattie neurologiche come l’epilessia e disturbi comportamentali, spesso legati a condizioni sociali ed economiche svantaggiate.

Gabriella Romano

Mal d’archivio Internati/e omosessuali nella Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie, 1922-1943

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

L’obiettivo del progetto di ricerca è l’individuazione di tracce del pensiero lombrosiano nella pratica psichiatrica del periodo fascista nel Meridione d’Italia. L’intento è di trovare prove della patologizzazione di passioni e sentimenti, collegati da Cesare Lombroso (18351909) alla «meridionalità», intesa come geneticamente impulsiva, passionale, istintiva, contraddistinta da pulsioni incontrollabili, erotismo precoce e promiscuità. Con focus sulla Puglia, sono state esaminate le cartelle mediche dei/lle ricoverati/e a Bisceglie durante il Ventennio, con metodologia samplesearch, vista l’assenza dei registri d’ammissione. Ne è emersa la tendenza a patologizzare l’omosessualità. Tuttavia, l’attenzione degli psichiatri biscegliesi per la sfera emotiva, sentimentale ed erotica del/la paziente, sebbene giudicata moralmente, denota un’attenzione a questi aspetti che negli altri manicomi italiani dell’epoca è assente.

Jeff Young

How to engage people who don’t want to work with you

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

This article focusses on a practical approach to engaging people who don’t like or don’t trust therapy, therapists, or the institutions therapists represent. The approach is significantly different to contemporary approaches designed to engage and work with voluntary clients. The approach was developed in Australia specifically to engage clients who are pressured in some way to attend therapy. The author makes the point that most models of therapy are designed by professionals who love therapy for clients who love, or at least are willing to explore the potential of therapy. Clients who don’t love therapy and don’t trust therapists or the institutions they represent, and who therefore are uncooperative, polite but disengaged, or actively rebellious, are often pathologized or simply seen as terrible clients. The No Bullshit Therapy approach is a simple but not simplistic model of engagement that is specifically designed to engage hard to engage clients by meeting them where they are at, accepting that they don’t want to work with you, don’t trust you and hence don’t want to cooperate, collaborate or change. No Bullshit Therapy is very different from traditional approaches to therapy because involuntary clients approach therapy very differently to voluntary clients. Voluntary clients typically choose their therapist, and have some capacity to sack their therapist, involuntary clients do not. The term bullshit has a particular resonance in the Australian culture and parlance, which enhances its effectiveness, and the terminology may need to be adapted to suit different cultures and workplace contexts, but the underlying concepts are universal.

Miriam Gualtieri

Antropologia dell’Alterità Alice attraverso lo specchio

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Prendendo le mosse da “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll, il testo esamina il paradosso metodologico intrinseco alla ricerca etnografica, in cui l’osservazione dell’alterità rischia di tradursi in una proiezione etnocentrica delle proprie categorie interpretative. L’analisi di alcuni personaggi del mondo dello specchio, in quanto espressione di logiche e cosmologie alternative, suggerisce al ricercatore la necessità di una postura criticamente consapevole dei propri limiti di osservazione e giudizio. Tale attitudine trova riscontro nell’etnocentrismo critico di De Martino: una duplice tematizzazione di Sé e dell’Altro, fondata sulla consapevolezza che ogni forma di umanità rappresenta soltanto una possibilità storica tra tante altre.

Angelo Grossi

Per una psicopatologia dell’Alterità artificiale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Il presente contributo esplora l’emergere delle Intelligenze Artificiali generative (IA) non come meri strumenti tecnologici, ma come “organismi semiotici e mimetici” che abitano attivamente il campo semantico umano. Attraverso un excursus che va dalla logica booleana all’architettura Transformer, l’Autore propone un parallelo tra il mimetismo biologico (il polpo Thaumoctopus mimicus) e la mimesi artificiale, interpretando l’IA come un “sosia relazionale” privo di nucleo fenomenologico, ma dotato di un’efficace senzienza linguistica. Utilizzando le categorie di Bion, i Big Data vengono analizzati come “elementi beta globali” che l’IA digerisce come una Funzione Alfa protesica e statistica. Il lavoro evidenzia i rischi di un collasso del codice dovuto alla compiacenza algoritmica Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF) e all’atrofia della soggettività umana. La Psicopatologia viene dunque invocata come “custode del limite”, necessaria per abitare il gap tra umano e artificiale attraverso l’esercizio della Capacità Negativa, preservando lo spazio del fraintendimento e del mistero contro la saturazione del senso digitale.

Marcella Bellani, Amedeo Serino, David Ricciardolo, Cinzia Perlini

Intersoggettività ed Alterità nell’incontro clinico

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

L’intersoggettività costituisce un costrutto di crescente interesse in diverse discipline dalla filosofia alla psicologia fino alle neuroscienze, in quanto processo centrale nella configurazione del rapporto IoAltro. Il presente contributo si propone di offrine una rielaborazione in ambito psicoterapeutico, articolando il fenomeno in tre dimensioni distinte, rintracciabili nel dispiegarsi del processo terapeutico. La prima riguarda il primo incontro ovvero le primissime sensazioni di cui paziente e terapeuta sono senzienti. La seconda dimensione segna il passaggio dalla sensazione alla percezione, cioè la presa di coscienza condivisa da parte di paziente e terapeuta circa la possibilità di cocostruire un processo terapeutico. La terza si articola intorno alla funzione della dissociazione e il processo di integrazione, tentando di rispondere ad una domanda centrale: che cosa l’intersoggettività rende possibile? Emergerà come l’intersoggettività possa giocare un ruolo cruciale nella buona riuscita della terapia, poiché permette ad entrambe le parti di riconfigurare il proprio funzionamento in virtù dei fattori che man mano emergono nel rapporto terapeutapaziente.

Alice Sodi, Roberto Mastropasqua

Neurodivergence and Alterity: Denaturalising the Norm

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Objective. This paper offers a critical analysis of the mechanisms through which neurodivergence is produced as alterity, positioning itself not within the psychiatric debate on the organic basis of mental disorders, but on a distinct level: that of normative power and its social, political, and relational effects. Theoretical framework. The starting point is the concept of neuronormativity. Neurodivergence is not an intrinsic property of the individual, but emerges from the relationship between a given functional profile – relational, cognitive, sensory, communicative – and a system of norms that presents itself as a neutral and objective description of reality, while being historically situated and arbitrarily determined. Acknowledging that functional differences generating real and intrinsic difficulties exist does not contradict this position. The neurological norm is not hidden: it is declared by medicine as a descriptive parameter. What is not declared is its nature as a historically situated convention. It is a naturalized norm, not simply a natural one. Argument. Starting from this distinction, the paper analyses the process through which functional difference is transformed into deviance and alterity, drawing on Becker’s and Lemert’s labelling theory: the diagnostic label does not describe, it produces. The issue is not the organic basis of neurodivergent functioning, but who holds the power to define the norm, according to which criteria, and with what effects. By inscribing neurodivergence within the individual biological dimension, clinical discourse conceals the structural and social determinants that construct its effects, turning a question of normative power into a personal problem. Conclusions. Shifting the terms of the discourse from aetiology to normative power is the necessary condition for grasping the political dimension of pathologisation and for restoring to neurodivergent people a subjectivity that processes of alterisation systematically deprive them of. Access to professional support cannot be conditional upon a systemic blackmail: if you want help, you must accept losing power.

Antonio Ventriglio, Fabiana Ricci, Daniela Giallanella, Julio Torales, João Maurício Castaldelli-Maia, Tomás Caycho-Rodríguez, Antonello Bellomo

Identities, Otherness, and Mental Health: from Discrimination to Social Resilience

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Background: Identity in mental health is a multidimensional construct shaped by philosophical, psychological, and sociocultural frameworks, in which processes of othering, social identity, and structural inequality play a central role. Method: This conceptual review integrates phenomenological, sociological, and psychiatric perspectives to examine how identity is constituted through consciousness, embodiment, intersubjectivity, and social categorization, and how these processes interact with stigma, oppression, and resilience. Results: Identity emerges as a dynamic synthesis of sameness and continuity, embodied experience, and relational constitution through alterity. Social identity theory highlights the role of group membership in shaping selfconcept, belonging, and mental health, while also generating ingroup/outgroup distinctions that sustain processes of othering. Such mechanisms underpin discrimination, minority stress, and structural oppression, which are strongly associated with increased vulnerability to depression, anxiety, and psychosis. Within this framework, mental illness itself may act as a source of secondary othering, reinforcing stigma and identity disruption. Healthcare systems may further amplify these dynamics through alteritydriven barriers to care, cultural misunderstandings, and structural inequities. Conversely, social resilience plays as a protective and complementary process that reinforces individual identity by fostering belonging, cohesion, and shared identity reconstruction. Conclusions: Identity is a socially embedded, relational, and dynamic construct continuously shaped by otherness, structural inequality, and resilience processes. Strengthening social resilience and inclusive systems is essential to contrast stigma, inequities, and promote both personal and collective identity integration.

Salvatore Inglese

Aiôresis. Processi migratori e alterità

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Le migrazioni internazionali sono processi sistemici dominati dall’azione trasformativa dei contesti culturali sulle condizioni di vita e sull’identità del migrante, soprattutto se bambino o adolescente, proiettato fuori dal proprio mondo di appartenenza. Lo sradicamento genera un problema esistenziale immediato, imposto dalla perdita o dal dissolvimento dei contenitori psichici e culturali (figure parentali, lingue, concezioni del mondo) che supportano e proteggono lo sviluppo del soggetto in movimento. Sbalzato in un mondo estraneo, il suo assetto personologico diventa vulnerabile a cambiamenti subentranti e incontrollabili anche perché non possiede meccanismi di adattamento efficaci con cui fronteggiare l’assenza dei contenitori originari. La forza traumatogena della migrazione perturba l’omeostasi soggettiva, esterna e interna (somatica, psichica e sociale), provocando un’alterazione identitaria dall’esito imprevedibile.

Laura Sanò

Identità e alterità. La figura ambivalente dello straniero

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Il rapporto tra identità e alterità viene interrogato a partire dalla figura dello straniero, intesa nella sua costitutiva ambivalenza. Attraverso un percorso che intreccia riflessione filosofica, tradizione classica e pensiero contemporaneo, il saggio mostra come lo straniero non possa essere ridotto a una semplice figura esterna o opposta all’identità, ma costituisca piuttosto un elemento essenziale per la sua definizione. A partire dall’analisi delle categorie di xenos, hostis e hospes, viene messa in luce la duplice natura dello straniero, insieme ospite e nemico, dono e minaccia. In questa prospettiva, l’identità non appare come un dato originario e stabile, ma come il risultato di un processo che si costituisce nel rapporto con l’altro, entro una tensione mai risolvibile tra apertura e difesa, accoglienza e rifiuto. L’articolo si inserisce così nel dibattito contemporaneo interrogando la possibilità stessa di parlare oggi di identità, mostrando come essa si dia soltanto nella relazione con ciò che la espone, la mette in questione e, al tempo stesso, la rende possibile.

Mattia Marchi, Giulia Pollice, Maria Bologna

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

A cura della Redazione

Libri ricevuti

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 128 / 2026