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La definizione di “straniero” che compare in dizionari ed enciclopedie odierni è difficilmente applicabile alla società d’antico regime, che solo tardivamente elaborò i concetti di “patria” e di “nazione” intesi nel senso contemporaneo. La presenza di “stranieri” era, tuttavia, una realtà diffusa, una condizione spesso necessaria per ricoprire vari incarichi e funzioni. A regolarne i rapporti erano diversi criteri dell’appartenenza e soprattutto vincoli cetuali. Lo “straniero” non era, infatti, tanto chi “venisse da fuori” quanto piuttosto chi mantenesse un certo grado di estraneità. Il saggio offre alcuni casi di studio ricavati dall’ambito militare: esempi di figure consegnate ex post, in enciclopedie e dizionari biografici, a classificazioni nazionali, in realtà spesso poco facilmente incasellabili. A chi avevano prestato fedeltà e servizio durante la loro carriera? Erano stati sottoposti al diritto d’albinaggio? Avevano avuto accesso a onorificenze in cambio di abiure? Queste alcune chiavi di lettura affrontate nelle pagine seguenti per interpretare il ruolo di quel mercenariato “straniero” che costituì una dimensione di lunga durata, con molte variabili ed esiti lontani dalla percezione dello straniero maturata nei secoli successivi al XVIII.

L’approvvigionamento e la sicurezza alimentare costituiscono un elemento centrale della storia sociale delle città del medioevo. Il mercato alimentare, le politiche annonarie e l’accesso al cibo come indicatore dei livelli di vita, sono considerati da un’ampia storiografia nel contesto più generale delle carestie e delle disuguaglianze sociali ed economiche dell’Europa del basso medioevo. Più di recente la riflessione ha cercato di individuare le forme di accesso diretto al cibo, al di fuori del mercato e al riparo dalla volatilità dei prezzi. In questo contesto il caso di Firenze rappresenta un significativo banco di prova, dal momento che, nonostante la disuguaglianza dei possessi, la proprietà fondiaria interessava ampi strati della società fiorentina. Attraverso il Catasto fiorentino del 1427, l’indagine condotta su alcune categorie professionali dell’artigianato e della manifattura disseminata (calzaioli, fabbri, tintori e cimatori) ha consentito di verificare la diffusione della proprietà fondiaria e di misurare l’approvvigionamento alternativo al mercato in rapporto al fabbisogno delle famiglie.

Giorgio Gosetti

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: prime riflessioni da un percorso di ricerca

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2026

Il mondo del lavoro è in continuo mutamento a livello macro (sistemi di produzione), meso (modelli organizzativi) e micro (vita lavorativa delle persone), e presenta dinamiche di continua scomposizione e ricomposizione dei processi produttivi. In questo scenario, che vede i modelli organizzativi subire cambiamenti continui verso un aumento di complessità, si colloca il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), una figura prevista dalla normativa per presidiare le condizioni lavorative e, in particolare, svolgere in maniera continuativa attività di prevenzione rispetto a potenziali eventi dannosi per la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Questo contributo prende spunto da un percorso di ricerca realizzato in una provincia dell’Italia del Nord, promosso da un ente composto dalle parti sociali, che aveva l’obiettivo di operare una prima rilevazione del ruolo del Rls, da diversi punti di vista, soprattutto nell’ambito delle imprese industriali.

Roberto Errico

La crescita problematica del settore ict nel mezzogiorno

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2026

Il saggio analizza l’evoluzione del settore Ict nel Mezzogiorno tra il 2012 e il 2023, evidenziando una crescita significativa di unità locali e addetti, superiore a quella registrata nel CentroNord. Questo andamento conferma l’esistenza di una base reale di sviluppo, che tuttavia da sola non è in grado nemmeno di attenuare i divari strutturali che continuano a caratterizzare l’area. L’analisi dei dati relativi alle imprese dell’Ateco J mostra infatti livelli inferiori di valore aggiunto per addetto, retribuzioni medie più basse e una minore dimensione d’impresa, segnali di un posizionamento più debole nella catena del valore. A ciò si aggiungono condizioni di accesso al credito meno favorevoli per le imprese meridionali e minore afflusso di investimenti diretti esteri. Ne emerge che il nodo principale non riguarda soltanto la crescita quantitativa del settore, ma la sua capacità di tradursi in sviluppo stabile, occupazione qualificata e rafforzamento produttivo del Mezzogiorno.

Alberto Lanzavecchia, Alice Ravanelli

Neve a tutti i costi? Bacini per l’innevamento artificiale, cambiamento climatico e modelli di sviluppo nelle Dolomiti Venete

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2026

Il cambiamento climatico sta riducendo progressivamente l’affidabilità del manto nevoso naturale nelle Alpi, mettendo a rischio la sostenibilità economica del turismo sciistico. In risposta, l’industria dello sci ha intensificato il ricorso all’innevamento artificiale, promuovendo la costruzione di bacini di accumulo idrico di crescenti dimensioni. Questo articolo analizza la diffusione di tali infrastrutture nei comprensori veneti del Consorzio Dolomiti Superski – Cortina d’Ampezzo, Arabba/Marmolada e Civetta – attraverso l’analisi di immagini satellitari e ortofoto regionali. I risultati evidenziano quattro tendenze principali: aumento del numero di bacini, crescita delle loro dimensioni, localizzazione a quote sempre più elevate e in prossimità di aree protette, e persistente spopolamento delle comunità locali. L’analisi delle fonti di finanziamento rivela un significativo apporto di fondi pubblici a sostegno di infrastrutture private, con limitata ricaduta sul benessere dei residenti. Lo studio interpreta questa traiettoria come una forma di lockin tecnologico ed economico, che prolunga la dipendenza dal modello scicentrico pur in condizioni climatiche sempre meno favorevoli, socializzando i costi ambientali e finanziari. Si conclude con una riflessione critica sulla necessità di strategie di sviluppo territoriale alternative, orientate alla diversificazione economica e alla valorizzazione del patrimonio alpino.

Alice Andreos, Giorgio Andrian

I siti unesco come laboratori di turismo sostenibile: opportunità, rischi e modelli di gestione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2026

Il rapporto tra designazioni Unesco e turismo è viziato ab origine dal fatto che nessuno dei documenti fondativi dei vari programmi ha come obiettivo quello di aumentare il numero di visitatori di un sito. D’altro canto, la visibilità (nazionale e internazionale) che questi riconoscimenti comporta rende i siti potenzialmente più attraenti per i visitatori con conseguenze che possono diventare insostenibili. La soluzione risiede nella consapevolezza del significato profondo di essere associati ai valori dell’Unesco e nell’individuazione di modelli di governance che li mettano in relazione agli altri aspetti della pianificazione territoriale, creando nuovi ecosistemi gestionali.

Il turismo sostenibile richiede un coordinamento interorganizzativo che integri attori eterogenei. La varietà degli stakeholder – centrale nell’economia della varietà – è la precondizione per obiettivi economici, sociali e ambientali: gestirla con meccanismi appropriati è il fondamento della sostenibilità. Questo contributo presenta uno schema per la progettazione delle interdipendenze nel turismo basato su tre variabili: natura delle interdipendenze, struttura degli interessi e grado di complessità. Emergono tre macroforme organizzative – network sociale, burocratico e proprietario – declinabili in specifiche configurazioni con specifici meccanismi di coordinamento. Lo schema è applicato a numerosi esempi, offrendo ai decisori uno strumento operativo per progettare relazioni contestualizzate e superare approcci prescrittivi.

Paola Bagatella, Stefan Marchioro

Governance e dati per flussi turistici sostenibili

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2026

Partendo dall’assunto che i flussi turistici diventano insostenibili quando superano la capacità di carico delle destinazioni, il contributo analizza il perimetro concettuale e operativo dell’overtourism. Attraverso una panoramica internazionale ed europea, viene evidenziato il valore di un approccio datadriven per rafforzare la capacità di governance delle destinazioni. “Conoscere per programmare” rappresenta il primo passo nell’affrontare le sfide legate alla gestione sostenibile dei flussi; a tal fine risultano essenziali strumenti digitali di monitoraggio, quali osservatori e piattaforme di analisi integrata. Tali sistemi consentono di leggere in profondità le dinamiche turistiche, restituendone una visione multidimensionale e accessibile. Parallelamente, è necessario promuovere una solida cultura del dato, fondata su un ampio coinvolgimento degli stakeholder. In questo percorso, che non mira a un controllo rigido dei flussi ma a una loro gestione più consapevole ed equilibrata, una governance strutturata e competente assume un ruolo centrale.

Maria Emilia Garbelli

Employment Trends at Large Food and Beverage Companies in Italy 2019-2023

Economia agro-alimentare

Fascicolo: PRE / 1900

This study examines the labour adjustment dynamics of large Italian food and beverage processing (FBP) firms over 2019-2023, a window encompassing the COVID-19 pandemic, the subsequent supply-chain disruptions, and the inflationary shock of 2022-2023. Drawing on firm-level data from the AIDA (Bureau van Dijk) database, the analysis is based on a balanced panel of 98 firms that have continuously remained above the 250-employee threshold for 490 firm-year observations. Three connected research questions are addressed: sectoral heterogeneity in employment growth (RQ1); the within-firm link between lagged profitability (EBITDA) and subsequent employment growth (RQ2); and the within-firm elasticity of unit labour cost (ULC) to firm size (RQ3). The empirical strategy combines fixed-effects panel regression with sector and time controls and is supported by a battery of robustness checks. Aggregate employment grew moderately (+ 6.1%), with firmlevel adjustment concentrated in a narrow band; the predicted emergence of sectoral differentiation during the recovery phase is not statistically supported. The relationship between lagged profitability and subsequent employment growth is statistically and economically null, a result consistent with a labour adjustment framework in which adjustment costs, institutional rigidities, and labour hoarding decouple short-run hiring from short-run profit fluctuations. The within-firm elasticity of ULC to firm size is negative and statistically significant, with a composition probe indicating that the result is consistent with the presence of genuine scale economies as a contributing channel. The findings document firm-level adjustment dynamics within a specific and policy-relevant segment of Italian manufacturing during a period of compounded shocks.

Over the past thirty years, the DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease) paradigm has radically transformed our understanding of the aetiology of chronic diseases, shifting the focus from genetic determinism to the biological plasticity of early life. This perspective converges naturally with Psycho-Neuro-Endocrine-Immunology (PNEI), which interprets the organism not as a collection of isolated systems but as an interconnected network in which the nervous, endocrine, immune and metabolic systems engage in constant dialogue with the psychosocial environment. The intersection of these two approaches reveals pregnancy as the temporal window of maximum susceptibility and evolutionary opportunity. Within this scenario, the placenta emerges as a sophisticated interface organ, capable of translating maternal environmental stimuli — including stress signals and adaptive responses — into molecular signals that shape the neurodevelopment, hypothalamic-pituitary-adrenal (HPA) axis and metabolic setting of the offspring. In this research landscape, mindfulness-based practices are emerging as promising non-pharmacological and transdiagnostic interventions. Although scientific evidence has already validated their efficacy in regulating the stress response, autonomic nervous system balance and low-grade chronic inflammation, the hypothesis that such modulation may directly influence fetal programming remains an unexplored frontier of considerable clinical potential. The present review aims to bridge this gap by offering a critical synthesis that integrates contemplative neuroscience, polyvagal theory, epigenetics and perinatal medicine. Through the proposal of an original theoretical model, it explores how maternal neurovegetative regulation — analysed in terms of heart rate variability (HRV) and placental communication — may act as a systemic determinant of health. From this perspective, mindfulness is redefined not merely as a tool for distress reduction, but as an active modulator of salutogenic processes, capable of fostering, from the earliest stages of development, the biological foundations of human resilience.

Eleonora Lombardi Mistura

Gut microbiota: PNEI director of developmental age

PNEI REVIEW

Fascicolo: PRE / 1900

The epistemological transition of modern pediatrics is marked by the overcoming of the reductionist model in favor of a systemic and integrated vision of the human organism. In this scenario, Psychoneuroendocrinoimmunology (PNEI) offers the theoretical framework to understand how adult health is programmed during the very early stages of ontogenetic development (Bottaccioli, Bottaccioli, 2020), and the gut microbiota no longer represents a cluster of commensal microorganisms but a true dynamic, plastic, and systemic psychoneuroendocrinoimmunological organ, capable of acting as the undisputed director of the pathway (Lozupone et al., 2012). Through the use of omics sciences (metagenomics, transcriptomics, metabolomics), contemporary research has revealed the functional profile of this microbial ecosystem (Turnbaugh et al., 2009; Milani et al., 2017), demonstrating how its chemical metabolites integrate into the host’s regulatory networks. This article delves into the biochemical and molecular mechanisms through which the microbiota modulates the bidirectional communication axes between the gut, immune system, endocrine system, and central nervous system in the first 1000 days of life (Cryan et al., 2019).

The transition to parenthood has undergone a radical structural and conceptual evolution in recent decades, driven by unprecedented demographic shifts and rapidly changing family paradigms. These societal changes are profoundly reshaping the psychological and clinical framework of parenthood. Concurrently, discoveries in cognitive neuroscience and psychoneuroendocrinoimmunology (PNEI) have revealed that this transition represents a unique biological window, characterized by extraordinary adult neuroplasticity and epigenetic vulnerability. Neuroimaging studies confirm that entering parenthood triggers extensive anatomical remodeling in both biological and non-biological (or non-gestational) parents. However, this heightened neuroplasticity also renders the parental brain highly vulnerable to environmental and psychosocial stressors. Untreated parental distress compromises interactional synchrony and introduces severe transgenerational risks, predicting an increased susceptibility to emotional, behavioral, and even psychotic symptoms in the adult offspring. Furthermore, under the weight of modern socioeconomic pressures and unmitigated stress, parents face the risk of parental burnout. Therefore, building a robust culture of health and well-being that is both equitable and sustainable requires an intersectoral and multidimensional framework where governmental institutions, healthcare systems, commercial enterprises, local communities, and individual citizens share a collective responsibility.

Ioana Grozeva, Arianna Astolfi, Louena Shtrepi

La Nuova Biblioteca Civica Centrale di Torino: studio del rumore simulato percepito e i suoi effetti sulla prestazione cognitiva

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: PRE / 1900

Le biblioteche contemporanee sono ambienti multifunzionali in cui studio, socialità ed eventi culturali coesistono, rendendo centrale la gestione dell’ambiente sonoro. La criticità aumenta negli edifici storici, dove i vincoli conservativi limitano gli interventi acustici. Il presente studio analizza la Nuova Biblioteca Civica Centrale di Torino, che sarà ospitata in uno dei padiglioni di Torino Esposizioni, attualmente oggetto di trasformazione funzionale, con volume di circa 160.000 m³ e tempo di riverberazione medio di 6 s. Attraverso un modello tridimensionale sviluppato in Odeon 18 è stato simulato lo scenario sonoro comprendente traffico urbano, impianti e rumori antropici in una postazione selezionata come acusticamente critica. Il livello globale simulato pari a 61,8 dB(A) è stato usato per valutare i suoi effetti sulla prestazione cognitiva attraverso una sessione sperimentale con 10 partecipanti (23-59 anni), sottoposti a test in condizioni di quiete e rumore. I risultati non evidenziano differenze statisticamente significative nelle prestazioni, a fronte di un moderato fastidio percepito.

Luigi Russo, Anna Innocente, Matteo Sabato, Irene Manco, Federica Rossetti, Emanuela Mariano

La co-costruzione di un percorso di educazione affettiva e sessuale: un approccio partecipativo per la promozione del benessere a scuola

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: PRE / 1900

L’educazione affettiva e sessuale rappresenta un ambito rilevante per la promozione del benessere e delle competenze relazionali in età evolutiva, soprattutto in contesti caratterizzati da regolamentazione non organica e dibattito culturale polarizzato. Il presente studio descrive la progettazione, l’implementazione e la valutazione qualitativa di un percorso realizzato in un Istituto Comprensivo italiano attraverso un modello di ricerca-azione partecipativa, finalizzato alla co-costruzione di un curricolo condiviso. I focus group esplorativi e le interviste semi-strutturate a stakeholder chiave sono stati audio-registrati, trascritti e analizzati mediante analisi tematica induttiva. Dall’analisi sono emerse quattro macroaree: consolidamento istituzionale del percorso, incremento della consapevolezza professionale dei docenti, accettabilità complessivamente positiva da parte delle famiglie e percezione di miglioramento del clima relazionale. Pur nella natura esplorativa del disegno, i risultati suggeriscono che la co-costruzione partecipata possa rappresentare una strategia sostenibile per integrare stabilmente l’educazione affettiva e sessuale nel curricolo scolastico, contribuendo al benessere della comunità educante.

Dilara Usta, Caterina Bosio, Lorenza De Martinis, Alessio Piraino, Gherardo Siscaro, Simona Barbaglia, Filomena Bugliaro, Guendalina Graffigna

Bridging pharmacological complexity and psychosocial determinants of inhaler adherence in moderate-to-severe asthma: A cross-sectional analysis of key factors

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: PRE / 1900

This cross-sectional study investigated the association between patient engagement and asthma control, treatment adherence, inhaler satisfaction, illness beliefs, and patient-pul-monologist interactions in adults with moderate-to-severe asthma. A sample of 103 Italian pa-tients completed an online survey including the Asthma Control Test, Test of Adherence to In-halers, Feeling of Satisfaction with Inhaler Questionnaire, Beliefs About Asthma Questionnaire, and Patient Health Engagement Scale, alongside ad-hoc items regarding patient-physician com-munication. Patient engagement levels were dichotomized, and group comparisons were con-ducted using Mann-Whitney U tests for continuous variables and Chi-square tests for categorical ones. Results showed that highly engaged patients had significantly better asthma control (U = 461.0, p < 0.001), perceived fewer illness consequences (U = 394.0, p < 0.001), and re-ported more collaborative relationships with their pulmonologists (p < 0.05). No significant dif-ferences were observed in adherence (U = 934.0, p = 0.382) or inhaler satisfaction (U = 847.0, p = 0.132) across engagement levels. These findings highlight patient engagement as a key psy-chosocial factor associated with improved asthma management and patient-clinician communi-cation. Future longitudinal research should examine how engagement trajectories influence health outcomes and identify interventions that integrate cognitive, emotional, and relational di-mensions to promote sustained asthma self-management.