Binari, merci e stazioni. Il continuo mutamento delle infrastrutture ferroviarie milanesi (1840-1908)

Titolo Rivista STORIA URBANA
Autori/Curatori Federico Meneghini Sassoli
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/183
Lingua Italiano Numero pagine 27 P. 99-125 Dimensione file 1979 KB
DOI 10.3280/SU2026-183006
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La rivoluzione ferroviaria, avviata nel 1825 con la linea Stockton–Darlington, introdusse profondi cambiamenti nelle città europee. In Italia, Milano si distinse come caso eccezionale per la precoce adozione e la rapida espansione del sistema ferroviario. A partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, la città si sviluppò come un importante nodo ferroviario, con infrastrutture rimodellate in modo continuo per far fronte a una crescente domanda di trasporto, già in età preunitaria. A differenza di molte altre città italiane, dove le reti ferroviarie soffrivano di una domanda debole e di infrastrutture limitate, a Milano emerse precocemente un settore merci forte e dinamico. Le principali stazioni e attrezzature dedicate al traffico merci, come gli impianti di Porta Garibaldi, Porta Ticinese e Porta Sempione, svolsero un ruolo cruciale nella gestione dei flussi di merci e nel sostegno alla crescita industriale della città. Tale dinamismo richiese un rilevante sforzo infrastrutturale per adeguarsi a una domanda di trasporto in costante aumento. Questo articolo analizza lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie merci milanesi tra il 1839 e il 1908, concentrandosi sui tentativi, sempre rinnovati, di far fronte a una cronica insufficienza infrastrutturale. Sulla base di fonti d’archivio, relazioni tecniche e stampa coeva, lo studio mette in luce come gli impianti merci abbiano contribuito a modellare il tessuto urbano e a trasformare l’economia di Milano.

Parole chiave:Storia ferroviaria Milano Scali merci Trasporto ferroviario merci XIX secolo Storia urbana

Federico Meneghini Sassoli, Binari, merci e stazioni. Il continuo mutamento delle infrastrutture ferroviarie milanesi (1840-1908) in "STORIA URBANA " 183/2026, pp 99-125, DOI: 10.3280/SU2026-183006